lunedì 23 febbraio 2015

Recensione: PRIMITIVE MAN "Home Is Where the Hatred Is"
2015 - Relapse Records




Dopo una trepidante attesa durata sei mesi ("Loathe", il primo singolo di questo nuovo EP venne reso disponibile in digitale il 22 Agosto 2014) dirompono sulle scene gli americani PRIMITIVE MAN, mettendo nuovamente a fuoco quel malessere profondo che permea il corpo e soprattutto la mente. Un disturbo traumatizzante che, in "Home Is Where the Hatred Is" viene spogliato, umiliato, bastonato e successivamente annodato alla tragica essenza. L'imponente cantante/chitarrista Ethan Lee McCarthy (ex-Clinging to the Trees of a Forest Fire) e i suoi due compagni di band continuano a studiare la follia dell'uomo nella sua totale irriverenza, tenendo fede a quel trademark insano che aveva già macchiato di impuro pessimismo il sorprendente "Scorn" (pubblicato inizialmente su LP 12" da Throatruiner Records/Mordgrimm Records in data 31 Gennaio 2013). Le sonorità malevole del gruppo di Denver corrodono la carne dall'interno, incancrenendola. Solo dopo aver assunto le massicce dosi di questa droga letale ci si rende conto che disintossicarsi è quasi impossibile! Bisogna capire che non è solo la musica a ledere psicologicamente e creare turbamento. Nei testi dei Primitive Man si intrecciano troppe emozioni tormentate che fanno cadere l'ascoltatore nel baratro emotivo: tangibili i temi della solitudine, della perdita, della vendetta, delle logoranti paranoie, dei conflitti esistenziali, dei confini assurdi tra il vero ed il falso. Chi meglio dei Primitive Man può descrivere tutto questo? I quattro brani che compongono "Home Is Where the Hatred Is" fanno trasparire la disperata situazione attuale e le condizioni di pericolosità in cui viviamo. La perfetta colonna sonora per la fine del mondo. Disponibile su Vinile 12" dal 17 Febbraio via Relapse Records.

Contatti:

primitivemandoom.bandcamp.com
facebook.com/primitivemandoom
relapse.com

TRACKLISTING: Loathe, Downfall, Bag Man, Marriage with Nothingness


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