domenica 1 febbraio 2015

Recensione: KAYLETH "Space Muffin"
2015 - Argonauta Records




I vecchi capolavori dei Kyuss lasciarono il segno nel cuore di molti e nel frattempo la febbre per lo stoner rock suonato alla vecchia maniera è cresciuta in modo esponenziale e non solo negli Stati Uniti. Gli Stoner / Space Rockers KAYLETH (nati nell'est veronese nel 2005) potrebbero fare la gioia di tutti quegli aficionados più sanguigni che non hanno mai perduto l'amore diretto con certe sonorità calde e trascinanti. Dopo essersi fatti le ossa per dieci lunghi anni, durante i quali sono state confezionate diverse produzioni totalmente autoprodotte ("Not Yet" del 2006, "In The Womb Of Time" pubblicato nel 2008, "Rusty Gold" uscito nel 2010, "The Survivor!" targato 2012), i nostri sono riusciti ad ottenere un buon contratto discografico con la label nostrana Argonauta Records che gli ha riservato le giuste e doverose attenzioni. Ho approfondito per bene i contenuti di questo "Space Muffin" anche perché non avevo mai ascoltato nulla delle loro precedenti releases. Nonostante i termini di paragone possano essere abbastanza chiari, il nuovo full-length concepito da questi cinque musicisti veneti è un lavoro da gustare tutto d'un fiato lasciandosi guidare dalle note che in alcuni momenti sparano delle grosse cartucce con canna a strozzatura differente (fate leva su due brani quali "Secret Place", "Spacewalk" per capire di cosa sto parlando in sede di recensione). I Kayleth vanno dritti al sodo e si dimostrano degli ottimi esecutori / arrangiatori, garantendo senza ombra di dubbio un ascolto davvero piacevole, grazie alla perfetta combinazione tra guitar-riffs avvolgenti e partiture ritmiche collaudate che, si fanno più decise ed insistenti soprattutto quando i nostri decidono di aumentare il tiro delle proprie canzoni. La traccia che apre le danze ("Mountains") fa riemergere dallo stato di trance l'anima dei Soundgarden di "Down on the Upside" (quinto album del gruppo statunitense, pubblicato nel 1996 dalla A&M Records), complice la bella voce del cantante Enrico Gastaldo e quei fraseggi sofferti e graffianti tipici di quel sound nato a partire dalla seconda metà degli anni ottanta nella grigia e drogata Seattle. Non mancano i pezzi di chiara derivazione lisergica ("Born To Suffer", "NGC 2244"). Nulla che faccia gridare al miracolo, ma ci ritroviamo dinanzi ad una formazione affiatata e capace. Sicuramente per il prossimo futuro un po' più di originalità non guasterebbe.

Contatti: facebook.com/KAYLETHBand - argonautarecords.com

TRACKLISTING: MOUNTAINS, SECRET PLACE, SPACEWALK, BARE KNUCKLE, BORN TO SUFFER, LIES OF MIND, TRY TO SAVE THE APPEARANCES, NGC 2244


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