mercoledì 4 febbraio 2015

Intervista: MORTUARY DRAPE - "LA LUCE CHE ARDE NEL BUIO"






GLI ALESSANDRINI MORTUARY DRAPE SONO TORNATI CON NUOVO ALBUM CHE NON DELUDERA' LE ASPETTATIVE DEI NUMEROSI FAN ITALIANI. IL GRUPPO CAPITANATO DALLO STORICO MEMBRO FONDATORE WILDNESS PERVERSION RIMANE UNA VERA E PROPRIA LEGGENDA DELL'UNDERGROUND MONDIALE. CAPACI ANCORA OGGI, CON LA SOLA FORZA DELLA LORO MUSICA, DI INFLUENZARE INTERE LEGIONI DI DEVOTI DEL VERBO NERO. SONO ONORATO DI AVERLI NELLA MIA SON OF FLIES WEBZINE.

1. A dieci anni di distanza dal precedente disco, l'uscita di "Spiritual Independence" è stato un passo decisivo per voi, accompagnato da scelte ben precise, tra le quali il tuo ritorno dietro la batteria. Ti andrebbe di approfondire nei dettagli tutto questo?

- In questi dieci anni tante idee sono nate, maturate e cambiate, sia a livello di nuova formazione che avrei voluto, sia per quanto riguarda gli obbiettivi. Il tutto in realtà si è svolto in maniera naturale; inizialmente i Mortuary Drape erano diventati una one-man band dopo lo scioglimento dell’ultima formazione dopo "Buried in Time". Avevo deciso che lo sarebbero stati fino al momento in cui le condizioni giuste si sarebbero verificate, senza compromessi di alcun tipo. Nel frattempo ho continuato a buttar giù idee ed a produrre materiale per il futuro, facendo uscire anche molte ristampe e edizioni speciali dei precedenti album. Infine si è arrivati al 2010, anno in cui ho trovato le persone giuste umanamente e musicalmente parlando, e da qui si è partiti con la nuova formazione, facendo un sacco di live anche di rilievo, in Italia ma soprattutto all’estero e contemporaneamente si è lavorato ai brani nuovi, lavorando sia a materiale già esistente che non. Abbiamo cambiato nel frattempo ancora un componente, il batterista. Ed ora eccoci qui, con album nuovo, formazione fresca anche se ormai ampiamente rodata da qualche anno, un sacco di live, progetti ed ambizioni in pista. Per quanto riguarda il fatto che ci sia io dietro le pelli al nuovo disco, è dovuto al fatto che il batterista lo abbiamo cambiato proprio a ridosso delle registrazioni e quindi questo evento inaspettato mi ha fatto prendere questa decisione…è stato un segno chiaro che sarebbe stata la scelta giusta, e sembra che fin’ora i fatti lo confermino.

2. Ho espresso delle buone parole in sede di recensione perché ho trovato l'attitudine del nuovo album assolutamente indiscutibile. Mi piace l'atmosfera sulfurea che si respira ascoltando le nuove composizioni. Avete cambiato qualcosa nel processo di scrittura, una volta capita la direzione da seguire?

- Grazie dei commenti positivi, sono molto soddisfatto di questo. In fase di composizione una volta capita la direzione si è continuato nello stesso modo per tutti i brani del disco, a parte l’intoppo del cambio del batterista che ti dicevo. Per questa formazione era il primo lavoro in studio, si è creata immediatamente l’alchimia giusta, ognuno ha messo a disposizione della band tutte le risorse che potevano essere importanti per cooperare in sintonia. E’ stato un lavoro certosino, in cui ogni singola nota ed ogni singolo colpo sono stati analizzati insieme senza approssimazione alcuna. Ci ha portato via qualche anno, e poi si sono dilatati ulteriormente i tempi per fare uscire il disco una volta registrato. Ma alla fine siamo molto soddisfatti.

3. Come sono nati i pezzi di "Spiritual Independence"? Nel senso, siete partiti già con le idee chiare su che tipo di strutture utilizzare oppure tutto è nato spontaneamente?

- Si è partiti con uno "scheletro" di molti dei pezzi presenti nel disco, alcuni addirittura provenienti anche dalla formazione di "Buried in Time"; ma alla fine tutto è sempre stato stravolto e rimesso in discussione, finché non ci convinceva davvero. Altri pezzi sono invece nati "da zero", ognuno ha messo del proprio, siamo riusciti a far collimare idee, stili, provenienze musicali di tutti e far confluire il tutto in un calderone unico.

4. Quali tematiche avete affrontato in "Spiritual Independence"?

- Tutte tematiche a noi familiari come Occultismo ed esperienze vissute da noi in prima persona... siamo sempre alla ricerca di una dimensione tutta nostra e con questo "Spiritual Independence" abbiamo voluto dare anche dal titolo l’idea chiara che questo album è proprio una personale ricerca verso la nostra indipendenza spirituale, una voglia di dire la nostra in massima libertà e senza compromessi alcuni.



5. Che differenze intercorrono tra il nuovo "Spiritual Independence" e i precedenti album dei Mortuary Drape? 

- La differenza sostanziale sta nel fatto che "Spiritual Independence" racchiude tutto il passato della band, le esperienze, gli stili musicali, le sfumature dei vecchi album. E’ un album davvero maturo a livello di evoluzione della band e anche il sound lo dimostra: abbiamo voluto che quest’ultimo fosse lontano dalla produzione moderna e perfetta di "Buried in Time", che non ci rispecchiava, ma che allo stesso tempo non fosse marcia e povera come quella dei primi lavori. Insomma, una produzione old style ma senza perdere impatto sonoro, definizione e potenza.

6. I Mortuary Drape, in quasi trent'anni di onorata carriera hanno evoluto gradualmente il loro sound ma senza snaturare quel marchio di fabbrica che vi ha consacrato all'interno della scena metal mondiale. Secondo te, quali sono stati i cambiamenti più rilevanti durante il vostro cammino iniziato nel lontano 1986?

- Secondo me i cambiamenti più rilevanti a livello di sound si sono avuti con l’uscita di "Secret Sudaria", molto grezza ma già più potente rispetto a prima; "Buried in Time", sicuramente il salto più grosso ed azzardato a livello di sound: produzione moderna, potente e troppo "finta" per una band come i Mortuary Drape; ed infine il ritorno alle radici ma con ricerca di qualità e maturità con "Spiritual Independence".

7. Mi sembra che su questo nuovo album siano aumentati i richiami al metal più classico, quelli che si erano leggermente persi sul precedente "Buried In Time" del 2004. Sei d'accordo con la mia opinione?

- Si sono d’accordo con te; sono presenti molti elementi classici, che fanno parte delle influenze dei Mortuary Drape e di noi singoli musicisti della band, ed addirittura molti mid tempo o tendenze al doom.

8. Ho notato che l'artwork di copertina si ricollega all'immaginario mortuario ed esoterico del vostro debutto "All The Witches Dance" datato 1995. Per quale motivo?

- Questo è stato del tutto spontaneo da parte di tutti; abbiamo valutato diverse grafiche da noi ideate e pensate ma alla fine abbiamo ritenuto che questa fosse quella che rispecchiava al meglio l’atmosfera dell’album. Un ritorno al passato per la musica come per l’artwork.

9. Che effetto ti fa sapere che la tua band sia oggetto di culto nell'underground?

- Mi dà molta soddisfazione; i Mortuary Drape sono un progetto che porto avanti da molti anni, fanno parte della mia vita spirituale e tutto quello che è stato fatto nel tempo è il frutto di tanto sudore e dedizione. Essere valutati come una band di culto nell’underground ci dà molta più determinazione nel continuare a testa alta.

10. Volevo farti una domanda di curiosità. Molti musicisti della scena metal internazionale non nascondono l'influenza dei Mortuary Drape nel loro percorso artistico. Tra questi, c'è anche Erik Danielsson dei Watain che, in diverse interviste ha molto spesso citato il vostro nome. Cosa pensi della loro musica e del loro modo di approcciarsi a determinate tematiche?

- La loro musica è magica come lo è la nostra... utilizziamo diversi modi per rappresentare il nostro sound e sono convinto che sia Wild che Erik abbiano pensato almeno una volta che bello sarebbe suonare nei Mortuary Drape o nei Watain. Forse un giorno potrebbe essere possibile uno scambio chissà, solo il tempo potrà dare delle risposte.



11. La maggior parte dei vostri fan non ha mai dimenticato i vostri esordi, quando eravate tra i pochi a portare avanti un certo 'verbo' e determinate sonorità. Dopo tanti anni, pensi mai a quei periodi?

- Sì ci penso, era un gran periodo per il metal estremo, molte grandi band stavano nascendo e il terreno era fertile, si potevano fare molti più live, c’era molto seguito, era presente un’atmosfera che le parole non possono descrivere... che si poteva respirare solo a quei concerti, in quel periodo. Non ci penso con nostalgia, ci sono pro e contro sia in questo passato di cui ti parlavo che nel presente. Ora per esempio abbiamo la possibilità di fare concerti molto più importanti, che magari a quei tempi non avremmo potuto fare. Ora siamo più maturi anche a livello umano e questo ti aiuta a ponderare bene le scelte importanti.

12. Non è frustrante vedere come la maggior parte della gente sia meno attenta durante la fruizione della musica? Le nuove generazioni sono sempre più superficiali e votate alla pratica dell' 'usa e getta'. Questo va inevitabilmente a sfavore degli stessi artisti. Che idea ti sei fatto tu che appartieni ad un'altra generazione di musicisti?

- Si è frustrante questa cosa; in questo modo si svaluta l’arte (non parlo solo economicamente). Non ci sono molte idee da farsi riguardo questo, purtroppo il corso degli eventi non si può cambiare, come quello dell’umanità. Io penso sempre che l’Arte, se veritiera, rispecchia la grandezza o il declino di un popolo…e lo stesso, come causa e conseguenza, vale per l’importanza ed il rispetto che Le viene dato. Probabilmente questo processo fa parte di un ciclo, in cui nel suo finire si perde anche il significato per l’Arte, come per i Valori, come per la Spiritualità.

13. Come vorresti che il nuovo "Spiritual Independence" venisse recepito dai 'cultori' del genere?

- Vorrei che venisse recepito per quello che realmente è: un album diretto, genuino, sincero al 100% di una band che lavora sodo, che crede da sempre in quello che fa e che è sempre più motivata e vitale. Senza compromessi.

14. Quali sono attualmente i vostri prossimi progetti?

- Come prossimi progetti abbiamo in cantiere diversi split album con materiale inedito in collaborazione con diverse band, diversi live confermati od in via di conferma tra cui l’Inferno Festival di Oslo (che vedrà partecipare band del calibro di My Dying Bride, Behemoth, Septic Flesh e molti altri) e forse se riusciremo un tour Europeo e un altro Sudamericano. Rimanete comunque sintonizzati sui nostri spazi web dove troverete tutte le informazioni sui nostri live.


CONTATTI: mortuary13drape.com - facebook.com/mortuarydrape


MORTUARY DRAPE line-up:

Wildness Perversion - Voce
DC - Chitarra
SR - Chitarra
SC - Basso
MB - Batteria


RECENSIONE:
MORTUARY DRAPE "Spiritual Independence" 2014 - Iron Tyrant


Nessun commento:

Posta un commento