venerdì 23 gennaio 2015

Recensione: VENOM "From the Very Depths"
2015 - Spinefarm Records




Che lo si ami o che lo si odi, il redivivo Conrad Thomas Lant dei VENOM (soprannominato Cronos) è stato uno dei personaggi più rilevanti ed influenti della scena heavy metal degli anni '80 o se preferite, di quel leggendario movimento musicale denominato e meglio conosciuto come NWOBHM (New Wave of British Heavy Metal). E' doveroso riconoscere la sua indiscutibile importanza nello sviluppo di certe sonorità. Questi sono giorni importanti per il musicista nato a Londra nel gennaio del 1963, perché oltre ad aver già compiuto i suoi anni da una settimana (il 15), a breve si ritroverà a riaccendere le numerose candele per festeggiare l'uscita del nuovissimo album della sua bestia, intitolato "From the Very Depths" (in commercio dal 26 di questo mese via Spinefarm Records). Anche se per alcuni di voi sembra essere passato solo poco tempo dal precedente lavoro in studio uscito nel 2011 ("Fallen Angels"), per altri può sembrare un'eternità, soprattutto se si prendono in considerazione i più accaniti sostenitori della band inglese. I Venom non sono più quelli di una volta, ma è inutile ripeterlo nel 2015, lo sappiamo un po' tutti. Perciò, oggi, è meglio mettere a fuoco attentamente ciò che hanno da proporci su questa ultima fatica che vede coinvolti nella line-up il chitarrista Rage e il batterista Danté, dopo la dipartita dei membri storici quali Mantas e Abaddon. Se in passato la proposta dei nostri ha sconvolto e rivoluzionato i diversi canoni del metal tradizionale sotto un profilo strettamente musicale ("Welcome to Hell" - 1981, "Black Metal" - 1984), con il presente "From the Very Depths" si cerca quantomeno di mantenere viva la tradizione del loro stile facendo leva su di un songwriting che mantenga ardente sia l'intensità granitica delle origini (la title track messa in apertura o "Grinding Teeth", per fare solo due esempi) e l'impatto virile dell'hardcore che, è sempre stato parte fondamentale della musica dei britannici (la spietata "The Death Of Rock N Roll" e la volgare "Long Haired Punks" ci sputano in faccia adrenalina contagiosa). Caratterizzato nella sua forma base dal massiccio uso di riff taglienti e circolari, "From the Very Depths", non deluderà le aspettative, mettendo al primo posto quelle degli scettici. Alle tracce da me descritte poc'anzi aggiungente pure "Mephistopheles" e capirete perfettamente l'intenzionalità di Cronos. I Venom continuano a fare della loro musica una puttana che se pur deturpata, viene ancora una volta denudata e stuprata dai continui cambi di tempo al fulmicotone ("Stigmata Statanas") e da riff/assoli assassini (si potrebbero chiamare in causa le meno elaborate "Crucified" e "Temptation"). Attraenti le tetre atmosfere strumentali di "Ouverture". Preso coscienza della realtà dei fatti e dell'attuale periodo storico in cui agiscono questi veterani, "From the Very Depths" si conferma un full-length valido, quindi merita di essere acquistato. Io ho provveduto. Bentornati!

Contatti: venomslegions.com

TRACKLISTING: Eruptus, From the Very Depths, The Death of Rock 'n Roll, Smoke, Temptation, Long Haired Punks, Stigmata Satanas, Crucified, Evil Law, Grinding Teeth, Ouverture, Mephistopheles, Wings of Valkyrie, Rise





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