giovedì 11 dicembre 2014

Recensione: N.K.V.D. "Hakmarrja"
2014 - Avantgarde Music




Questa potrebbe essere la perfetta colonna sonora mentre un nuovo giorno muore e la notte apre il suo sipario agli incubi e deliri annidati dentro ognuno di noi. Nonostante il debutto "Vlast" (2011) avesse annunciato il sopraggiungere di un talento straordinario e originale, erano incerte le modalità secondo cui a quel lavoro (lasciando per un attimo da parte l'EP dell'anno 2007 "Diktatura") sarebbe stato consentito di sviluppare o di rintracciare il proprio ruolo in un'industria musicale sempre più votata al riciclaggio, finanche a livello indipendente. Seguire il sentiero ben tracciato precedentemente poteva essere la scelta giusta. E così avvenne. Ecco come presumibilmente L.F. è riuscito a far trascorrere i successivi anni nel tentativo di dar vita a un'altra delle sue crude allucinazioni, totalmente personali e di grandissimo trasporto emotivo!!! Il contatto perverso e inevitabile tra queste ossessioni genera una luce accecante, all'interno di una visione malata e dannatamente industriale. Tutte le creazioni presenti nel nuovo "Hakmarrja" (edito dall'italiana Avantgarde Music) sono emanate da un'entità intrappolata in un luogo sconosciuto, collocato al di là della paura, della solitudine, del disprezzo. Per la maggior parte del minutaggio dei brani ho respirato il soffio acido di numerose anime dannate e condannate all'ultimo supplizio, il peggiore
che potessi immaginare. Ciò che ritengo fondamentale è che tutto passa attraverso un singolo scenario apocalittico, sconvolgente ed effimero. E' un disco realizzato per spingersi ancora più verso l'oscurità, scavando nelle piaghe dell'inconscio, avvicinandosi il più possibile a quella che è la fonte da cui il progetto francese N.K.V.D. trae ispirazione e linfa vitale: "Il tormento"! Gli arrangiamenti orchestrati fanno la differenza, nel senso che ogni strumento/rumore utilizzato ha un proprio eco e un contrappunto, come le disturbanti metriche vocali messe al servizio del sonwriting da Cod.5111 e da Arthur Von Darkwood (quest'ultimo presente solo su "Za Krajla", "Travail Famille Patrie", "U.C.K"). Lo scorrere del tempo porta in evidenza un immaginario molto violento, ricco, complesso, dettagliato, espressivo, paragonabile ad un dipinto dalle tinte cupe ed inquietanti (come la copertina curata dall'artista Juha Arvid Helminen); insomma un linguaggio che diventa più contorto e raffinato dopo svariati ascolti... un flusso maligno tra Industrial e Black Metal che incatena la carne del corpo al muro della stanza per farla sanguinare fino all'ultima goccia. Ora "Hakmarrja" ha ripreso a girare per la quarta volta... la mia penna ha arrestato il suo movimento... la cenere della sigaretta cade giù e in un attimo viene spazzata via dall'onda d'urto del suono. N.K.V.D. torna con un'altro capitolo che sarà altrettanto destinato ad amplificare i connotati del genere. Consigliato!

Contatti: 

avantgardemusic.bandcamp.com/hakmarrja 
avantgardemusic.com
facebook.com/nkvdmetal

TRACKLISTING: Exordium, Hakmarrja, Wolfsschanze, Za Krajla, The Invisible Empire, Travail Famille Patrie, Batallion Vostok, U.C.K, Red Silence, Excipit


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