lunedì 1 dicembre 2014

Intervista: MANES - "L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE"






I NORVEGESI MANES HANNO DATO DIMOSTRAZIONE DI GRANDE PERSONALITA'!!! IL NUOVO ALBUM "BE ALL END ALL" (PUBBLICATO DI RECENTE DA DEBEMUR MORTI) E' CARATTERIZZATO DA UNA MUSICALITA' ESEMPLARE CHE IN ALCUNI MOMENTI SI FA PROFONDA E SPIRITUALE. UN BATTITO VIVO E PULSANTE, CHE NON MANCHERA' DI EMOZIONARE GLI ASCOLTATORI PIU' APERTI ALLE SPERIMENTAZIONI. LO STILE DEI MANES E' DI DIFFICILE COLLOCAZIONE PROPRIO PERCHE' NEL CORSO DEL TEMPO SI E' EVOLUTO MEDIANTE CONTAMINAZIONI DI VARIO GENERE. TORSTEIN PERELIUS HA RISPOSTO ALLE MIE DOMANDE.

1. Ciao TP. Conobbi la vostra band con l'album del 2007 "How the World Came to an End", e devo dire che rimasi davvero impressionato da quel lavoro. Secondo il tuo punto di vista, l'ispirazione che diete forma a quell'album, in qualche modo, può essere considerata simile a quella che ha segnato il nuovo "Be All End All"? Oppure è completamente differente? Ci sono state delle differenze nel processo di scrittura / registrazione dell'ultimo disco?

- In realtà iniziammo a lavorare a "Be All End All", contemporaneamente alla pre-produzione di "How the World Came to an End" nel 2006 o giù di lì. Ascoltammo un po' del materiale e capimmo che stavamo andando in due direzioni differenti, perciò decidemmo di nutrire tale nozione. Lasciammo crescere il buio con "How the World Came to an End", mentre il materiale un po' più leggero (quello di colore grigio scuro e non completamente nero) lo inserimmo in una cartella diversa che denominammo "Be All End All". Alcune delle idee iniziali e delle strutture scheletriche per "Be All End All" risalgono a prima di "Vilosophe" (2003), e altre sono anche un po' new-ish. Questo è stato un lungo tragitto. Quindi, "BAEA" non è un nuovo album, come potrete capire, perché abbiamo lavorato su di esso per diverso tempo, andando avanti e indietro nel corso degli anni. Alcune importanti rielaborazioni e alcune parti della produzione sono state fatte nelle fasi finali del disco, per questo oggi ci suonano fresche.
Di solito non lavoriamo in modo "prevedibile", infatti "Be All End All" lo abbiamo lasciato crescere in tante direzioni. Non c'era una singolare visione o un percorso lastricato da seguire, quindi è stata una sorta di svolta che si è trasformata lungo il percorso.

2. Vi vedete come una band "non convenzionale" nel modo di concepire musica? Puoi descrivermi gli aspetti positivi e negativi del vostro approccio alla composizione?

- Sì posso parlarne. Beh, io non lo so con esattezza, ma rispetto a qualsiasi off-the-shelf / ready-to-wear rock band, credo che lo siamo. Fare le cose che più ti soddisfano non è poco convenzionale. Che ne dici tu? Io lo vedo più o meno come un aspetto positivo. Ho letto alcune delle recensioni che ci accusano di fare le cose solo per il gusto di essere diversi o sperimentali rispetto a qualsiasi altra cosa, ma in realtà nulla è stato mai fatto per caso. Facciamo cose ad hoc e solo per uno scopo personale, lo facevamo in passato e lo facciamo ancora oggi, perciò alcune delle composizioni che creiamo potrebbero essere considerate come una sorta di "arte accidentale". Credo che tutto venga tirato fuori dal nostro grande bagaglio, "secondo le nostre condizioni". Come per le cose negative, so che probabilmente sarebbe "più facile" seguire una formula, tirando fuori materiale generico, ma questo lo lascio fare ad altri.

3. Qual è il background dei membri della band e quali altre esperienze musicali avete avuto prima di formare i Manes?

- TH Skei iniziò a suonare con i Manes verso la fine del 1992. A quel tempo era ancora parte degli ATROX (che abbandonò nel '94 o giù di lì)
e ne fece parte a partire dal 1988 (all'inizio il nome della band era Suffocation). Il nostro chitarrista -viNd- è ancora parte degli ATROX, iniziò con loro nel '91, credo ... Rune, invece, era membro (forse lo è ancora?) del progetto THE 3RD AND THE MORTAL. Questi ultimi pubblicarono un paio di grandi album tra la metà e la fine degli anni '90; mentre io ero parte degli CHTON prima di iniziare a suonare con i Manes, e sono ancora coinvolto in quel gruppo. Per quanto riguarda i progetti che ci vedono coinvolti ancora oggi, ce ne sono un sacco da menzionare (a parte i pochi già accennati): Calmcorder, Manii, Drontheim, Lethe, Kkoagulaa, Helsinki Horizon e probabilmente ce ne saranno altri ancora in futuro. Personalmente, quando posso, scrivo anche dei testi per alcuni amici. Recentemente ho terminato i testi per il prossimo album dei Khonsu e poi sto lavorando sulle lyrics per il prossimo disco degli In the Woods... Quindi mi sto tenendo occupato. A tal proposito, posso anticiparti che proprio gli In the Woods hanno firmato per Debemur Morti. Tutto ciò è fantastico.

4. Molte delle canzoni dell'album sono abbastanza lunghe e complesse, ma anche molto concentrate. È un processo voluto quando iniziate a lavorare sulla musica, o è solo un risultato di una naturale maturazione?

- Vorrei scegliere l'opzione "naturale maturazione". Raramente abbiamo dei dogmi da attaccare sulla musica, ma spesso, manteniamo l'aspetto concettuale su ogni release, in modo da tenere le cose legate insieme. Questo potrebbe essere solo un metodo di lavoro, un aspetto visulae o qualsiasi altra cosa, ma ogni aspetto segue la musica in qualche modo. Ovviamente non è sempre così.



5. Ritieni che le vostre influenze musicali al di fuori del metal siano importanti quanto quelle appartenenti al metal? Quali sono i vostri punti di riferimento più importanti al di fuori della scena estrema? Insomma quello che vi ha portato al sound dei Manes. Alcune soluzioni della band sembrano influenzate da band / artisti come Portishead, David Bowie, i primi Massive Attack, i Faith No More... C'è qualcosa di vero in questa mia affermazione? Come siete arrivati a questa fusione di influenze?

- Le nostre influenze provenienti dal metal sono poche e distanti tra loro. Considera che il nostro background, in un modo o nell'altro, è stato solo formativo. Oggi nessuno di noi ascolta molto metal. A volte, alcuni dei membri coinvolti nel progetto, sono distanti anche dal suono dei Manes. Credo che solo -viNd- ascolti ancora gruppi come Katatonia, Anathema e qualche altra formazione selezionata con cura, ma in generale nessuno di noi segue una precisa "scena"... Comunque, anche io ho ancora bisogno di alcune raffiche bestiali per ottenere degli input e poi trovo che in gruppi come Ulcerate, Ævangelist, Deathspell Omega ecc... ci sia qualcosa di diverso rispetto ad altri progetti che ci piacciono, come Triptykon, Burzum e altri ancora... Nei Manes siamo tutti molto diversi su ciò che ci piace e non ci piace ascoltare. Ed è così che, noi tutti, ci incontriamo su una sorta di terreno comune senza un bagaglio evidente. Noi non puntiamo a diventare "la prossima Grande band..." della scena musicale, quindi questo è un buon punto di inizio per comporre nuovo materiale.

6. I testi su "Be All End All" cambiano con le varie canzoni, o c'è un racconto che li lega? La musica è piuttosto intensa ed emotiva... Lo sono anche i testi?

- Alcuni sono dei veri e propri testi mentre altri sono più flussi-di-coscienza. Spesso seguiamo una nozione e quando questa si amplifica con la magia vocale, la teniamo. Tutto questo, non ha bisogno di essere di alto livello, non deve necessariamente essere poetico. Se chiudiamo gli occhi e riusciamo a sentire o provare qualcosa, non ci preoccupiamo di altro. Alcune delle canzoni hanno anche dei testi più tradizionali, con una sorta di narrazione. Il mosaico delle recording sessions è stato difficile da seguire, ma ci piace molto tale approccio.

7. I Manes sono un gruppo che ha sempre saputo cosa si può ottenere con la suggestione. Prendiamo ad esempio canzoni come: 'A Deathpact Most Imminent', 'Blanket Of Ashes' o 'The Nature And Function Of Sacrifice'. Sono tre dei pezzi più belli e intensi del nuovo album. Mi puoi dire qualcosa di più su queste canzoni?

"..Deathpact": Action/reaction scenario, a lovesong gone wrong, death unites

"..Blanket": Blind belief, God is the apocapalypse (spoiler-alert)

"..Sacrifice": Action/reaction again, let death be your sacrifice

8. Quanto spazio per la crescita e la sperimentazione verrà concesso al processo di songwriting, dopo un album come "Be All End All"?

- "Be All End All" è stato pubblicato da poco, ma in realtà è un disco piuttosto vecchio per noi. Solo ora abbiamo iniziato a lavorare su del nuovo materiale. Non ci sentiamo limitati o bloccati in nessun modo, se è questo che intendi dire. Non abbiamo mai deciso di sperimentare (...come tale), ma agiamo in modo naturale. La crescita e la sperimentazione viene da sè.

9. Può l'ultimo album essere visto come una sorta di apice nella vostra carriera?

- Nah... "More like the barnacle of our career. But seriously, No".

10. Guardando indietro agli ultimi due decenni, come sono cambiate le cose per i Manes e quali sono i vostri piani per il prossimo anno?

- Oh, molto probabilmente sono cambiate, ma non so cosa altro dire. Siamo su una grande etichetta ora, la Debemur Morti Productions, che ci aiuta a mettere fuori i nostri "capricci". Otteniamo qualche concerto ogni tanto, e questo ci lusinga... Quindi sì, le cose sono ok. Abbiamo alcuni piani, ma niente è stato ancora "promosso". Se volete ci trovate in rete sulle pagine Twitter.com/ManesOfficial o su Facebook.com/Manes.no. Stay in the loop... Word up.



CONTATTI: manes.no - facebook.com/manes.no


MANES line-up:

Tor-Helge Skei
Eivind Fjøseide
Torstein Parelius
Rune Hoemsnes
Asgeir Hatlen


RECENSIONE:
MANES "Be All End All" 2014 - Debemur Morti Productions





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