domenica 28 settembre 2014

Recensione: PLASTIC VIOLINS OF DARKNESS "Spiral"
2014 - autoprodotto




Lo avevo atteso a lungo il nuovo album di Marc-André Mahn, mente del progetto PLASTIC VIOLINS OF DARKNESS e oggi che posso finalmente godere dell'ascolto posso diffondere le mie considerazioni su questo bravissimo musicista tedesco, impegnato su ogni strumento. Il ragazzo ha tutte le carte in regola per conquistare gli spiriti inquieti, dato che le sue sonorità lente e distese sono adatte ai bisognosi di vibrazioni forti e dal sapore introspettivo. Marc riesce a colpire l'ascoltatore facendo leva su ritmiche che penetrano l'anima ed è bello farsi trascinare dalle note composte ed arrangiate per Spiral, che giunge ad un anno di distanza dal precedente full-length. Un lavoro che già metteva in luce lo straordinario senso melodico e la drammaticità di un sound che era ancora influenzato dal post rock strumentale, ma che oggi va incontro a sonorità più panciute, cupe, ancorate alla tradizione del doom atmosferico. Insomma, uno stile ben consolidato e un songwriting di livello sanciscono l'attuale ottima forma del compositore. Complimenti!

Contatti: plasticviolinsofdarkness.bandcamp.com/spiral

TRACKLISTING: Anima In Herba, Spiral, Solstice.


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