domenica 6 aprile 2014

Recensione: MENACE "Impact Velocity"
DIGITAL ALBUM | CD 2014 - season of mist




Fino a poco tempo fa poteva risultare difficile immaginare il chitarrista Mitch Harris lontano dai suoi seminali Napalm Death, eppure come accaduto già a molti artisti di spessore, la voglia di andare oltre, di accettare nuove sfide, di sperimentare qualcosa di diverso è diventata necessaria ed inevitabile, soprattutto dopo aver investito una vita all'interno di un filone estremo di tutto rispetto. Esistono perciò ampie combinazioni che possono materializzarsi solo attraverso una coraggiosa esaltazione creativa e il progetto MENACE risponde perfettamente a queste esigenze. Uno dei principali ostacoli all'indipendenza del musicista è costituito da quella "complessità" presente nello spazio dei brani che, secondo un mio giudizio, lo mette nelle condizioni di compiere delle scelte ripide
e che spesse volte vanno contro gli interessi di quanti sono abituati ad ascoltarlo o vederlo nelle vesti violente che lo hanno reso celebre. Ma, oggigiorno, per essere indipendenti al cento per cento, non bisogna 'mai' pensare a quanti sono pronti (ingiustamente) ad additare/giudicare senza avere la benché minima pietà. Questo vale soprattutto per chi la musica è obbligato a recensirla su testate specializzate (che nessuno me ne voglia per questa affermazione). Mitch Harris ha preso una scelta determinata, consapevole, ed è giusto che sul debut "Impact Velocity" l'artista abbia prevalso sul musicista! Si tratta di un dono volontario e necessario!!! Questi istinti hanno dimostrato che l'uomo artefice del suo progetto ha
a cuore l'arte a 360°, quella vera, sicuramente indecifrabile. Sorgono altre domande. Perché divulgare, dichiarazioni false sapendo che stiamo parlando di un grande musicista? Molti lo stanno accusando di aver creato qualcosa di "commerciale", ma personalmente non sono d'accordo con quello che si dice! Obiettivamente, prendendo in considerazione anche soltanto uno dei brani, viene facile percepire un'energia autentica, controllata, per certi versi legata ad alcuni suoni moderni del passato e naturalmente del presente. Il centro sono le emozioni e, forse bisognerebbe cominciare a capire che alcuni musicisti ed ascoltatori hanno bisogno di sensazioni particolari, hanno il diritto di emozionarsi scoprendo altre vie, anche tortuose. Le sonorità 'atipiche' presenti in "Impact Velocity" sono state accostate a gruppi rinomati come Voivod, Ozzy Osbourne, A Perfect Circle, Tool, Fear Factory (tra i tanti) e se devo essere veramente sincero a me poco importa. In realtà la cosa esaltante e la sensibilità sincera. Più una persona è sensibile e più può tirare fuori materiale vincente. Non si deve avere paura di dire ed esprimere quello che si prova. Mitch Harris è riuscito a spiccare il volo in questa sua nuova dimensione artistica (!). Ora, l'unica cosa che mi resta da fare è complimentarmi con lui per il coraggio e la voglia di abbattere ogni barriera di genere. Nella line-up dei Menace (oltre alla voce/chitarra di Harris) appaiono nomi speciali: Derek Roddy (batteria), Shane Embury (basso), l'italiano Nicola Manzan di Bologna Violenta (al cello, viola, violino), Frédéric Leclercq (basso). Un disco particolare e da approfondire! Sicuramente non adatto a tutti.

Contatti:

menacemusicofficial.bandcamp.com/album/impact-velocity
menace.tv
facebook.com/pages/MENACEofficial

TRACKLISTING: I Live with Your Ghost, Painted Rust, Multiple Clarity, To the Marrow, I Won’t See the Sun, Drowning in Density, Positron, Everything and Nothing, Within Context, Malicious Code, Impact Velocity, Seamless Integration, Insult to Injury (Bonus Track).






Nessun commento:

Posta un commento