giovedì 9 gennaio 2014

Recensione: UGASANIE "White Silence"
DIGITAL ALBUM 2013 - cryo chamber




Arriva dalla fredda Bielorussia il compositore Pavel Malyshkin, uno degli ultimi artisti ad essere entrato a far parte della Cryo Chamber (gestita dallo svedese Simon Heath, mente di Atrium Carceri). La buona produzione del disco "White Silence" risulta così penetrante da posizionarmi su di un inevitabile baratro. Intorno al mio sguardo i vari rumori della madre natura si fanno più intensi, colpiscono così violentemente da invadere la mia attenta percezione, eliminando così la possibilità di ascoltare tutta l'opera con uno stato emotivo disteso o rilassato. Pavel sa come gestire le sue macchine per ottenere determinate visioni. L'ampiezza spaziale accomuna le 9 lunghe tracce che si proiettano ciascuna nella propria tridimensionalità. La musica rappresentata nell'album è sentita e ricca di sfumature che consentono all'immaginazione di liberarsi lungo le alte vette per aprire il livello più vivo ed intuitivo della mente: quello dove agiscono le sensazioni. Questo è un buon esempio di dark ambient music anche se in alcuni tratti risulta ripetitivo e involontariamente incatenato dalla tensione prevedibile del genere. Comunque l'identità di Malyshkin, attraverso "White Silence", si spinge in verticale, sale per poi sprofondare nell'inconscio più cupo. Un modus operandi significativo che ha solo bisogno di essere raffinato. Con UGASANIE siamo su livelli degni di nota, perciò i seguaci di tali sonorità sapranno cogliere le buone intenzioni del musicista. Piacerà ai fan di Northaunt. Disponibile da Dicembre 2013 tramite la pagina bandcamp dell'etichetta.

Contatti: cryochamber.bandcamp.com/album/white-silence

TRACKLISTING: The Island of Terrible Death, Under the Cover of the Polar Night, To the Lord of the Polar Desert With Seven Faces, Permafrost, Transparency, In the Northern Lights, White Silence, Tundra Fogs, Silence of the Rocks.


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