venerdì 8 novembre 2013

Recensione: MANTHRA DEI "Manthra Dei"
CD 2013 - acid cosmonaut records




Quella dei MANTHRA DEI è una teatralità davvero singolare, lisergica e molto interessante: la passione e il sentimento li aiuta a muovere le mani sugli strumenti e tutto ciò permette a questi ragazzi bresciani di scrivere sonorità ampollose, verso le quali bisogna predisporsi in certo modo affinché le si possa assorbire adeguatamente. A impatto le prime band che mi sono venute in mente (ascoltandoli attentamente) sono state gli Emerson, Lake & Palmer e gli italiani Goblin, ma con questi paragoni non voglio assolutamente dire che i Manthra Dei siano dei mestieranti o peggio degli sprovveduti impegnati a plagiare l'essenza dei loro mentori nati e cresciuti in uno specifico linguaggio musicale. L'album omonimo pubblicato per la pugliese Acid Cosmonaut Records, colleziona un'infinità di buone idee, tradotte in musica con la giusta sensibilità strumentale. Talvolta ho avuto la sensazione che le sei canzoni abbiano già una loro personalità definita, e che siano le stesse a dirigere / spingere verso una certa dimensione. I Manthra Dei reagiscono alla forza della natura ed imparando ad arginarla, catturano l'ascoltatore per farlo diventare parte del flusso. Non ci sono punti di riferimento stabili nel sound allucinato dei nostri. Qui lo scopo non è di tipo preconfezionato e il fatto che i Manthra Dei si tengano lontani dai fenomeni 'prevedibili' tanto in voga oggi è già un ottimo traguardo. Consigliati a chiunque ami viaggiare con la mente libera all'interno dello spazio temporale! Complimenti.

Contatti: facebook.com/ManthraDei - acidcosmonautrecords.bandcamp.com

TRACKLISTING: Stone Face, Xolotl, Legendary Lamb, Urjammer, Blue Phantom, Stone Face (acoustic reprise).


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