martedì 25 settembre 2012

Recensione: PROPAGANDHI "Failed States"
cd 2012 - epitaph




Avanzano i Propagandhi di Chris Hannah nella loro progressione musicale che li ha portati dalla band grezza e determinata degli esordi "How to Clean Everything" (1993) ad una formazione di elegante hardcore diretto, melodico e aggressivo (quando ce ne il bigsogno).
Interessante il loro sound: con chitarre sempre ispirate e struggenti, stacchi continui, brusche frenate, ripartenze, soluzioni stravaganti ed efficaci, passaggi metallizati di tutto rispetto, assoli serratissimi ed una voce inconfondibile che trasmette passione e rabbia. Tutto ciò ne fa una band unica!
Album dopo album hanno raffinato la loro proposta, trovando sempre quel giusto equilibrio tra le diverse influenze che li contraddistingue.
E' da "Potemkin City Limits" (2005) che il lavoro di sperimentazione ha assunto una forma più marcata ed efficace. Il precedente "Supporting Caste" (2009) aveva collocato bene le nuove strutture del gruppo con dinamiche sempre di alta caratura. Oggi il drumming di Jordy Samolesky è ben calibrato con passaggi fulminanti e ricchi di personalità (fantastico è l'incedere della doppia cassa percussiva in alcuni brani).
Con il nuovo "Failed States" il quartetto offre davvero del suo meglio in una veste molto personale che non sacrifica assolutamente la rabbia del loro sound pur tenendo sempre ritmiche abbastanza melodiche (ascoltate "Rattan Cane" per esempio. Un brano da brividi). A volte i Propagandhi ci illudono con momenti più riflessivi, nascondono bene sotto pelle quell'istinto impulsivo che poi inevitabilmente viene fuori a martellate quando meno te lo aspetti. Sempre supportati da una tecnica quasi sopraffina o semplicemente hanno quella geniale chiave di lettura per saper mettere tutto al punto giusto e arrangiare divinamente.
Questo è un album che non mancherà di farsi apprezzare in modo entusiasta sia dai più affezionati alla band, da chi ama queste sonorità, ma anche da chi si ciba di certe sperimentazioni attuali (Mastodon).
Anche la copertina del disco è molto bella ed evocativa...Provate a guardarla mentre iniziano le prime note/arpeggio della traccia di apertura "Note to Self" (tutto a un senso). Lunga vita Propagandhi.

Contatti: myspace.com/propagandhi

"FAILED STATES" TRACKLIST: Note to Self, Failed States, Devil’s Creek, Rattan Cane, Hadron Collision, Status Update, Cognitive Suicide, Things I Like, Unscripted Moment, Dark Matters, Lotus Gait, Duplicate Keys Icaro (An Interim Report).


Nessun commento:

Posta un commento